Qualche giorno fa ho avuto un piccolo incidente. Ero in coda e non ho prestato abbastanza attenzione al semaforo, che era diventato arancione. La persona che guidava davanti a me si è fermata ed io non ho fatto in tempo a frenare, così l’ho tamponata. Per fortuna i danni sono contenuti e nessuno si è fatto male, tuttavia questo contrattempo ha avuto i suoi effetti. Non avevo mai avuto un incidente prima e trovandomi a rielaborare l’accaduto mi accorgo che l’impatto emotivo è forse più complicato da gestire rispetto a quello che le nostre auto hanno subito. In particolare il giorno dopo la collisione sono stata presa da una cupa sensazione di fatalità e impotenza da cui ci è voluto un po’ per districarmi. Quello che mi ha destabilizzata penso sia stato il realizzare che l’imprevisto si può trovare davvero dietro ad ogni angolo, e che un solo attimo può trasformare il corso di una giornata o, in alcuni casi, di una vita intera. Sebbene non sia stata la prima volta in cui ho dovuto reagire ad un evento inaspettato, a seguito dell’incidente mi sono trovata in un loop di pensieri e sensazioni scomode, a cui soggiace un certo senso di colpa in quanto sono stata io la responsabile dell’accaduto. Se da un lato mi è infatti noto che fatalità del genere accadono ogni giorno e che nel nostro caso i danni possono essere sanati con relativa facilità, la mia mente si diverte a dipingere con i “se” e con i “ma”: se avessi fatto più attenzione? A cosa stavo pensando? Era davvero necessaria quella commissione? Ed è così che per un paio di giorni mi sono sentita in gabbia, imprigionata dai miei stessi pensieri fino a che, con un atto di consapevolezza, non ho deciso di uscirne. Il primo passo per me è stato ammettere il mio malessere e tentare di darvi un nome. Il secondo è stato riuscire a parlarne con mio marito, che pazientemente mi ha ascoltata e abbracciata, trasmettendomi così la sua presenza e il suo sostegno. Questo mi ha tranquillizzata e anche se ancora non è tutto a posto, penso di essere riuscita ad arginare quel flusso di negatività che mi atterriva. Anche scriverne, mi accorgo, ha un effetto terapeutico e mi aiuta a trasformare un incidente di percorso in un’esperienza da condividere e da cui imparare.
Agli amici ignari che apprenderanno dell’accaduto leggendo assicuro di stare bene, non preoccupatevi! 😉

Incidente di percorso
