Lezione universale

Questi primi mesi del 2020 passeranno alla storia. Racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti di come passavamo le giornate chiusi in casa mentre fuori il virus si diffondeva, raggiungendo ogni angolo di mondo. E loro ci guarderanno stupefatti, immaginando chissà quale scenario fantascientifico, faticando a credere che sia realmente accaduto. Spero però che la nostra narrazione non si limiterà alla conta delle privazioni o all’elenco delle nostre decurtate libertà, ma che possa trasmettere in egual misura la forza creativa esplosa in questi giorni di resistenza. Penso alle canzoni cantate dai balconi, alla generosità delle donazioni ai vari ospedali per aiutarli a gestire questa emergenza, alla solidarietà, agli aperitivi virtuali e alla natura, che sta approfittando di questo blocco forzato per rigenerarsi. Qui in Svizzera le prime misure veramente restrittive sono state prese una settimana fa e sono andate intensificandosi nei giorni successivi. Allo stato attuale delle cose gli unici esercizi commerciali ancora aperti sono i supermercati e le farmacie. Il mondo dell’edilizia resiste, ma coloro che possono sono passati all’home office. A tutti viene chiesto di stare a casa il più possibile e da ieri sono vietati gli assembramenti di più di cinque persone anche all’aria aperta, nei parchi o nelle piazze. Per quanto riguarda il mio lavoro, la mia agenda si è svuotata, fatta eccezione per un paio di riunioni on-line. Mi sono trovata con una quantità imprevista di tempo da gestire e c’è voluto un po’ per entrare in sintonia col lento ritmo della quarantena, abituata com’ero a correre da un appuntamento all’altro. Nonostante mi sia augurata spesso un’esistenza più calma ed equilibrata, nei primi giorni della scorsa settimana ho dovuto combattere con il mio senso del dovere che mi rimproverava di non impiegare il tempo in modo produttivo, lavorando. Ora comunque, grazie anche ad una mail del nostro capo che ci invitava a far tesoro di questo periodo per ricaricare le batterie, sto cominciando ad apprezzare questa inaspettata libertà, pur essendo confinata entro le mura di casa. Col corpo riposato ma ugualmente attivo e la mente non più sotto stress l’energia vitale è libera di scorrere e generare nuove idee, esplorare possibilità finora ignorate, creare. Questo tempo difficile ma fecondo è un’occasione preziosa, per coglierne il frutto bisogna però starci dentro, tastarne i limiti, fare esperienza dei suoi lati più scomodi e ingombranti. Solo così potremmo trarne insegnamento, per noi stessi e per l’intera umanità. Questa che stiamo vivendo è a mio parere una lezione universale sulla fragilità dell’uomo e le sue infinite risorse, sull’economia mondiale e gli equilibri internazionali, sul privilegio e sulla povertà, su ciò che alla fin fine conta davvero. Apriamo gli orecchi e il cuore per imparare!

Lezione universale

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