La scorsa settimana è cominciato il nuovo anno scolastico, che ieri abbiamo affidato a Dio nell‘ormai tradizionale celebrazione ecumenica: una festa di incontri, dialoghi e fede a cui hanno partecipato non solo i piccoli con le loro famiglie, ma anche i fedeli delle nostre comunità.
Oggi però non posso non guardare con preoccupazione a quanto sta accadendo a Kabul, Afghanistan – dove bambine, ragazze e professoresse che si recavano a scuola sono state mandate a casa in nome di una fede che preclude l’accesso all’istruzione alle donne. A loro va il mio pensiero, insieme ad una rinnovata consapevolezza e gratitudine per l‘apertura e il dialogo che qui sono possibili.

