In un vecchio diaro una volta ho scritto: “Sono una persona frivola a cui piace parlare di cose serie”. Questa autodefinizione un po’ mi fa sorridere, ma credo comunque sia adeguata ad esprimere quello che sono: una persona normalissima. Mi lascio volentieri conquistare dalla morbidezza di un maglione di cachemire e non so resistere al profumo invitante della pizza appena sfornata. Accanto a questo mio lato leggero e godurioso riconosco in me anche una certa serietà: mi piace prestare attenzione alle persone e al mondo che mi circonda, provare a capirne le dinamiche e cercarne il senso. Sto bene in mezzo alla gente, ma sono anche gelosa del mio spazio personale e cerco di ritagliarmi del tempo per quelle attività che mi fanno stare bene: andare a correre e fare esercizio, leggere o oziare sul divano insieme a mio marito Gabriele e alla nostra gatta Nuvola.
Sono nata nel maggio 1987 a Caerano San Marco, un paese in provincia di Treviso dove ho abitato fino alla fine degli studi. Sono cresciuta in una famiglia numerosa che mi ha coccolato, ma anche adeguatamente strigliato quando combinavo qualche malefatta. Crescendo ho trovato una seconda casa nella mia parrocchia, in cui ero molto attiva: attraverso di essa ho stretto numerose amicizie, molte delle quali durano ancor’oggi, e ho scoperto l’animazione che è stata prima una passione, poi uno studio ed ora in un certo senso il mio lavoro. Ho studiato teologia alla Facoltà Teologica del Triveneto, dove ho avuto la fortuna di poter fare un percorso umano oltre che accademico che mi ha formata non solo grazie ai libri, ma anche alle persone conosciute e alle esperienze fatte in quegli anni. Dal 2012 vivo in Svizzera, dove ho imparato il tedesco e attualmente sono la responsabile di una parrocchia in un paese vicino al confine con la Germania. La presenza di Dio nella mia vita è una certezza e mi riconosco nel messaggio portato da Cristo. Fatico a dire altrettanto della Chiesa, ma non posso non ammettere l’importante ruolo che essa ha avuto nel farmi scoprire la bellezza e il valore della fede. Cerco allora di fare quanto mi è possibile per promuovere al suo interno quel cambiamento che ritengo necessario proprio affinché il suo messaggio non vada perduto. E dato che per cambiare il mondo bisogna partire da se stessi, il mio primo impegno è quello di prendermi cura della mia persona, del mio modo di pensare e agire affinché diventi sempre più coerente con quanto credo. Spesso non riesco nel mio intento, ma non per questo demordo: sono infatti piuttosto testarda, ma gentile. Preferisco però che siano gli altri a parlare di me, per questo ho chiesto a tre persone a me vicine di descrivere in poche frasi chi sono: qui sotto troverete il loro giudizio.
Cosa dicono di me
Io e mia moglie Lara siamo due persone molto diverse, lei per esempio è molto precisa. Quando organizza qualcosa deve essere tutto corretto. Forse è un po’ troppo precisina, ma infondo la capisco: lavorando in Svizzera non può essere che così! Può non sembrare vero, ma quando si arrabbia si trasforma ed è capace di mandare una persona a quel paese in cinque secondi. L’invidia per lei non esite, non desidera le cose degli altri. La cosa che amo di piu è quando anche lei fa disastri, perchè questi fanno parte della vita: non ho una moglie perfetta, ma sono felice di averla sposata prima che decidesse di tornarsene in Italia.
Gabriele, mio marito
Perfezionista. Affettuosa. Sincera al limite della brutalità. Tagliente nelle sue analisi. Profonda. Severa, ma (quasi) giusta. Sognatrice e progettuale. Concreta, ma sulle nuvole. Questi pochi aggettivi definiscono solo un infinitesimo di ciò che Lara è, ma uno accanto all’altro i pezzi di un puzzle danno un’immagine completa.
Beatrice, mia amica
Che dire della mia little sister?! Beh, per cominciare direi che, con la sua audacia e determinazione, ha compiuto scelte che l’hanno sicuramente messa alla prova ma anche fatta crescere in molti sensi. Ho pensato spesso che avevi tutte le carte in regola per il percorso che poi hai fatto: una propensione particolare per le lingue straniere che apprendevi con una certa facilità, un piacere innato a stare in mezzo alla gente, agli amici, ai gruppi, e poi la voglia di uscire, di andare, di provare, di metterti in gioco… Sempre tornando poi a casa, dalla tua famiglia. Certo, Lara, sei una ragazza fortunata perché hai ricevuto tanti doni, non da ultimo l’amore che hai trovato, Gabriele (e Nuvola, naturalmente!😄). Però il tuo grande merito sta nell’averli messi in gioco tutti, senza lesinare, credo sia per il gusto di darti agli altri che hai sempre avuto, sia per la curiosità di vedere fino a dove potevi arrivare… Per concludere, sono molto orgogliosa della mia sorellina in trasferta, della sua meritata felicità!
Cinzia, mia sorella
